immagine di Canossa

Rossena

In questa località s'innalza la rocca meglio conservata del territorio matildica: questa favorevole circostanza è dovuta al fatto che l'attuale antico maniero d'origine medioevale fu, nel corso dei secoli, adibito a dimora signorile e villeggiatura estiva, assicurandone in tal modo la continua manutenzione; in tale veste ospitò, nella prima metà del XIX secolo anche Maria Luigia d'Austria, duchessa di Parma. Nonostante i gravi danni subiti nel corso di un assedio cinquecentesco a causa dell'esplosione della polveriera, sono tuttora ben individuabili le più antiche strutture medievali; tra queste si segnala in particolare l'alta torre centrale che, analogamente alla dirimpettaia torre di Rossenella, è articolata su più livelli, dominando la sottostante vallata dell'Enza, in vista della pianura Padana e delle più alte cime dell'Appennino Tosco-Emiliano.
È questa una delle più vaste e suggestive vedute paesaggistiche della provincia di Reggio, tra le più belle dell'intera regione.
Si accede alla rocca tramite una ripida scaletta in pietra che, dopo aver avvicinato un ampio vano originariamente adibito a magazzino e cisterna, conduce ad un portale fortificato nei cui stipiti è tutt'ora visibile il minaccioso incavo della saracinesca. Si accede quindi all'interno delle sale, notevolmente ristrutturate, ove si conservano: mobilio, dipinti ed affreschi.
Immediatamente a valle della rocca, nel suo fianco orientale, è situato l'omonimo borgo, costituito da una duplice schiera di fabbricati eretti a lato della strada maestra; le molteplici ristrutturazioni non hanno impedito la conservazione di qualche traccia delle originarie vecchie costruzioni: si segnala una casa a torre capitozzata e un frammento di paramento murario realizzato con la tecnica medievale dei blocchi di pietra disposti in corsi paralleli.
A breve distanza da Rossena, seguendo la strada diretta a Canossa, si incontrano i bivi con le laterali dirette ai vicini borghi di Braglie e Casalino; le due località sono meritevoli di visita per la loro ambientazione e l'interessante patrimonio storico-architettonico. Si segnala in particolare, nel borgo di Casalino, un pregevole complesso architettonico, costituito da due case a torre con altana che si affacciano su di una corte delimitata da vetuste murature recanti pietre decorate a zigrino.

Chiesa di San Matteo
La chiesa di San Matteo si trova citata nel diploma di Enrico VI del 1193 "Curtem in loco et fundo Rossene cum Rocca et Capella inibi existentibus".
Figura come filiale della Pieve di Caviano nei privilegi vescovili del 1201 e 1210 e nelle decime del 1302. La tradizione vuole che la primitiva chiesa fosse situata nella vicina villa detta delle Braglie. Il verbale della visita del vescovo Marliani del 1664 indica la chiesa orientata liturgicamente e "scandulata".
Nel 1707 la visita Picenardi la descrive formata da una unica navata e dotata di tre altari. Alla fine del secolo XVIII la chiesa, ormai in rovina, è ricostruita. Presenta una semplice facciata con portale sormontato dalla statua del Santo cui è dedicata ed un finestrone trapezoidale sagomato in vertice.


Ultimo aggiornamento: 02/12/08