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Currada-Roncaglio

La località situata nel fondovalle del fiume Enza, non possiede edifici d'antica origine; anticamente, infatti, gli insediamenti rurali appenninici privilegiavano le posizioni elevate, in corrispondenza di dorsali. Currada, analogamente a numerose altre borgate di fondovalle, si è sviluppata dal XIX secolo, a seguito dell'affermarsi della viabilità di fondovalle. I più vecchi edifici rurali di Currada, riconoscibili per la loro tecnologia costruttiva basata sull'utilizzo della pietra fluviale abbozzata in conci squadrati, sono attribuibili alla metà-fine del XIX secolo-inizi XX secolo. Stilisticamente queste costruzioni sono inquadrabili nell'ambito dell'architettura rurale ottocentesca, d'area appenninica.
In alternativa alle modeste testimonianze culturali, Currada offre invece l'interessante ambiente naturale del vicino greto dell'Enza; in questo tratto il fiume si allarga, dando origine ad un alveo spazioso nel quale le masse d'acqua creano un suggestivo intreccio di rivoli e canali d'elevato pregio paesaggistico. Le zone prossime al greto sono inoltre ricoperte da folte cortine di vegetazione arborea ed arbustiva, essenzialmente costituita da: salici, ontani neri e pioppi; notabile, in questa zona, l'abbondante presenza del "Salice da Ceste", assai usato, sino ad un recente passato, per la produzione di contenitori e oggetti in "vimini", che costituivano una tradizionale occupazione in questo tratto del torrente Enza.
A monte di Currada, in posizione isolata sulla sommità di un colle, si staglia la seicentesca chiesa di Roncaglio. Conviene raggiungerla, imboccando una vicina comoda strada carrozzabile, in quanto all'interno dell'edificio religioso si conserva una pregevolissima icona lignea attribuita ai Ceccati.
Nei pressi di Currada, infine, è consigliabile visitare anche il vecchio mulino "Gandini", accessibile previo accordi, nel quale si tramanda la viva immagine dell'antichissima tradizione molitoria della valle dell'Enza.

Chiesa di S. Michele Arcangelo a Roncaglio
La tradizione locale vuole che l'antica chiesa di Roncaglio, costruita intorno al 1100, sia stata distrutta da una frana e che la presente sia stata fabbricata sui resti dell'antico castello insieme alla canonica.
La chiesa, dedicata a San Michele Arcangelo, era un'antichissima cappella della Pieve di Bazzano e come tale è indicata in un documento del 1230.
L'edificio risale alla seconda metà del secolo XVII e il Vescovo di Parma Carlo Nembrini l'8 maggio 1660 consacra ufficialmente la nuova chiesa sotto il rettorato di Don Claudio Manfredi di Felina.
Lo spirito religioso della parrocchia era manifestato dalla presenza delle Confraternite, dette pure Compagnie o Consorzi, che avevano lo scopo di promuovere la vita cristiana con opere dirette al culto divino o alla carità.
La parrocchia di Roncaglio, per il numero dei suoi abitanti e la consistenza del beneficio parrocchiale, godeva fra le parrocchie limitrofe di maggior prestigio.
La chiesa è orientata liturgicamente con facciata a capanna conclusa da un frontespizio triangolare cuspidato.
Il campanile, di fattura notevole, è slanciato e si innalza sul fianco meridionale con cella a monofore archivoltate su doppio ordine.
L'interno presenta una sola navata con tre altari.
Nell'altare maggiore è possibile vedere una ancona intagliata, probabilmente della scuola del Ceccati.
Al complesso, di indubbio interesse architettonico, è unita una torre colombaia del secolo XVII sul cui prospetto sud è impressa una meridiana.

Castello di Roncaglio
A Roncaglio, nella Val d'Enza fra Ciano e Vetto, era situato un castello che apparteneva ai Da Correggio (fonte: Maria Bertolani del Rio). Nel 1056 il castello risulta nominato in un documento (fonte: Ricci). Fino a secolo XII il castello di Roncaglio é feudo dei Da Correggio.
Sembra che la chiesa dedicata a San Michele, sostituita oggi da un nuovo edificio, sorgesse sull'area dell'antico castello.


Ultimo aggiornamento: 02/12/08