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Corso sulla lavorazione dei Vimini

Per un lunghissimo periodo di tempo la media Val d'Enza è stata il luogo eletto per la lavorazione del salice da vimini, per la quale al paese di Ciano fu unanimemente riconosciuto il titolo di piccola ed operosa capitale.
Questo tipo d'artigianato, che ha profondamente caratterizzato il territorio cianese ed alcune zone limitrofe fino ad alcuni decenni fa, ha origini molto lontane (che le antiche testimonianze fanno risalire al secolo XVII) ed è stato tramandato nel tempo attraverso le famiglie meno abbienti del luogo, le quali traevano da quest'umile occupazione la loro spesso unica fonte per il sostentamento.
La fabbricazione dei cesti, nelle varie forme e dimensioni, era legata all'abilità ed all'applicazione costante delle numerosissime cestaie locali, che riuscivano a realizzare oggetti dalle forme più svariate e di una raffinatezza estrema mediante la diversificazione dell'intreccio.
I giovani ramoscelli del "sales viminalis", chiamati comunemente vimini, venivano raccolti e mondati della tenera corteccia dalle cestaie stesse nei mesi di giugno e luglio, nelle folte ceppaie lungo i corsi dell'Enza e del Secchia, quando essi avevano raggiunto il giusto grado di maturazione per poter essere impiegati nelle molteplici esecuzioni.
Così, intessuti gli uni con gli altri, i candidi ramoscelli si trasformano nelle tradizionali ceste dalle varie forme e dimensioni (che nella terminologia dialettale locale venivano distinte in: "cèsti", "cavègni" e "paneri"), o in altri oggetti più fini ed elaborati, secondo l'abilità e la fantasia delle lavoratrici.
L'arte canestraia è stata praticata nel territorio canossano all'incirca fino alla metà degli anni Sessanta, poi, com'è avvenuto per la maggior parte degli antichi mestieri, è stata abbandonata per il venir meno del suo interesse economico. Nel frattempo è stata praticata solamente da qualche anziana cestaia, certo più per passione e nostalgia che per un diverso progetto di guadagno, e grazie al loro contributo, essa ha potuto comunque continuare a vivere e non cadere nell'oblio totale.
Nell'intento di salvaguardare la sopravvivenza della propria antica tradizione locale, dal 1998 il Comune di Canossa promuove corsi pratici per l'apprendimento di questa lavorazione.
L'impegno, l'interesse e l'entusiasmo dimostrati dai numerosi partecipanti all'iniziativa permettono di dare credito alla speranza che l'intreccio dei vimini, il quale per un lungo passato ha reso onore al paese di Ciano, possa continuare ed essere per molto altro tempo ancora una significativa caratteristica territoriale.
Per informazioni sul corso per "la lavorazione dei vimini":
Biblioteca /Centro Culturale 0522.248423
e-mail biblio@comune.canossa.re.it
             centroculturale@comune.canossa.re.it


Ultimo aggiornamento: 28/11/08